Si tratta, infatti, di un progetto che prevede interventi a domicilio per supportare il ruolo genitoriale nei primi 1000 giorni
di vita del bambino. La cadenza degli incontri viene concordata con la famiglia, solitamente settimanale, per un minimo di tre mesi. L’ottica del servizio è quella di attivare una relazione supportiva e di accompagnamento. Inoltre può fungere da ponte nella creazione di
una rete di supporto con i servizi formali ed informali del territorio.
Il Progetto è rivolto a madri e padri in attesa e/o con figli fino ai 3 anni, che vivono in una condizione di vulnerabilità.
Tra i fattori di vulnerabilità possono essere inclusi, ad esempio:
basso livello di scolarizzazione e/o socio-economico, nucleo monoparentale, separazione precoce dei coniugi, giovane età della madre, gravidanze indesiderate, mancanza di una rete di supporto, depressione materna o depressione post-partum, nascita pretermine.
I percorsi di Home Visiting verranno attivati in seguito ad un colloquio allo Sportello Informafamiglie.
Chi individua una famiglia che potrebbe aver bisogno di questo servizio può consegnare alle persone il materiale informativo
rispetto al progetto oppure, in accordo con la famiglia, contattare insieme il Centro per le Famiglie.
Mentre, per le situazioni già in carico ai servizi vi sarà un raccordo con il Centro per le Famiglie di pertinenza territoriale, per
definire gli obiettivi del singolo progetto.
Il Servizio contatterà il referente del progetto del Centro per le Famiglie, fornendo contestualmente i dati necessari per la presa in carico.
Il referente del progetto di Home Visiting si occuperà di contattare la famiglia entro 5 giorni lavorativi dall’invio e di fissare un
primo colloquio allo Sportello Informafamiglie, in cui verranno approfondite la cornice d’intervento e le modalità operative.
Qualora se ne ravvisi la necessità, verranno organizzati dei momenti di condivisione tra servizi sull’andamento del progetto in
atto.
L’intervento domiciliare per i cittadini di origine straniera comporterà l’attivazione di mediatrici culturali, in caso di necessità.